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Pietre sulla via della luce

Nell’attività mineraria, ogni spostamento sotterraneo era definito “Fahren”. Una volta estratto il minerale, doveva essere portato in superficie con l’aiuto di scale, semplici dispositivi di trasporto e, in alcuni casi, persino da giovani portatori. Il trasporto del minerale era quindi una delle maggiori sfide dell’estrazione mineraria antica.

Per saperne di più:

Nel linguaggio dei minatori, ogni spostamento sotterraneo – persino il camminare – è chiamato “Fahren”. Il minatore “va” anche quando si muove a piedi. Una volta trovato il minerale desiderato e staccato dalla roccia, doveva essere portato alla luce del giorno.

Fin dagli inizi dell’attività mineraria, scale e gradini fatti di tronchi d’albero servivano a collegare i diversi livelli di una miniera. Oltre alla gestione dell’acqua, il trasporto della roccia rappresentava la più grande sfida tecnica.

Già all’inizio del XII secolo venivano utilizzati gli argani. Contenitori di trasporto in legno, fissati a una fune, venivano mossi avvolgendo e svolgendo la fune attorno a un albero di legno orizzontale. L’argano era azionato da un arganista appositamente incaricato, che trasportava il minerale da un livello della miniera a quello superiore. In alcuni casi, anche i ragazzi si occupavano del trasporto: portavano il minerale su lamiere metalliche o in sacchi di pelle a forma di tubo fino alla superficie.

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